I Rifugi Alpini

Potrebbero essere definiti come la più antica forma di ospitalità sulle montagne; ha senso parlare ancora di “rifugi” nel terzo millennio? Fino a quando la montagna potrà conservare le proprie attuali caratteristiche, ed è ferma intenzione del CAI operare perchè sia così, i rifugi alpini manterranno inalterate le loro molteplici funzioni, dall’ospitabilità e accoglienza al ricovero in caso di necessità, dall’esser base logistica per gli alpinisti al costituire punto di raccordo per le operazioni di soccorso.

Il tema dei rifugi costituisce per il CAI un punto ad un tempo, di orgoglio e di giustificata preoccupazione per quel che storicamente era il riferimento per pochi è divenuto, nel corso degli anni, struttura destinata a molti e, tra essi, a bambini e nuclei familiari.

I Rifugi Lombardi

Sono più di 150 i rifugi, i bivacchi, i punti di appoggio e i ricoveri presenti sulle montagne lombarde. Ogni rifugio ha una sua storia. Molti sono entrati nella leggenda dell’alpinismo. Alcuni sono vere e proprie opere di alta ingegneria: realizzati in luoghi difficili con materiali sofisticati. Altri sono semplici costruzioni, essenziali, povere. Alcuni possono ospitare centinaia di persone, altri pochissime. Alcuni sono custoditi, altri non hanno alcun gestore. Tutti sono una casa, un posto sicuro, un luogo protetto. Senza i rifugi andare in montagna sarebbe molto più faticoso, più rischioso, più impegnativo.
Il rifugio è anche l’esempio più chiaro di un modo di pensare del Club Alpino Italiano: la montagna come luogo aperto a tutti. La sua bellezza e il suo fascino devono essere accessibili sia all’esperto alpinista sia alla famiglia in cerca di serenità nella natura. Per questo è importante la presenza di un rifugio dove l’ambiente non offre riparo.

Visita il sito dei Rifugi Alpini Lombardi del CAI